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Thoughts of the FSFE Community (it) - http://planet.fsfe.org/it

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    Qualche giorno fa un amico mi ha chiesto di aiutarlo a trovare una soluzione per permettere ad una mezza dozzina di client di una sede distaccata dell'azienda per la quale lavora di poter accedere ad Internet, visto che non era ancora stato sottoscritto un contratto per la fornitura di collegamento ADSL.
    Come soluzione temporanea, stavano utilizzando una chiavetta TIM da agganciare ad uno dei PC per la navigazione.


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    La campagna Software Libero per leggere PDF, lanciata dalla Free Software Foundation Europe (FSFE) nel 2009, ha oggi raggiunto notevoli risultati a livello istituzionale:

    • In Germania i partiti nazionali (de) hanno espresso dichiarazioni favorevoli ai lettori PDF liberi ed il Governo Tedesco ha raccomandato l'utilizzo del frammento di testo proposto dalla FSFE nella loro guida di migrazione (de). Il coordinatore della Germania della FSFE, Max Mehl, ne parla (en) più approfonditamente nel suo blog.

    • nella Unione Europea (UE): Il Parlamento Europeo ha esplicitamente chiesto (en) alla Commissione Europea quali fossero le ragioni per pubblicizzare un software specifico e quali fossero i passi da seguire per risolvere questo problema.

    La campagna è basata su tre principi cardine della FSFE:

    • Neutralità: Le istituzioni pubbliche non dovrebbero impegnarsi nella pubblicità. Consigliando l'uso di un singolo programma non libero, le istituzioni pubbliche promuovono il modello del software proprietario. Ci sono moltissime alternative al software che promuovono, quindi non c'è alcun motivo per le istituzioni pubbliche di rafforzare ulteriormente la posizione dominante di una singola azienda su una parte del mercato del software. La pubblicità sui siti web degli enti pubblici può andare bene se viene contrassegnata e se si riceve un compenso per farla, e se questa non mette in pericolo la libera concorrenza e libera scelta nel mercato del software. Quando gli enti pubblici agiscono come canali di marketing per una singola azienda c'è qualcosa di sbagliato.
    • Libertà: Gli enti pubblici non dovrebbero chiedere ai cittadini di usare software non libero. Il Software Liberoè software che chiunque può usare, studiare, condividere e migliorare. Queste quattro libertà danno agli utenti il pieno controllo del software che stanno utilizzando. Il Software Libero assicura che tu non debba acquistare il prodotto di un'azienda se non lo desideri solo per leggere un documento che qualcun'altro ti ha inviato, enti pubblici inclusi. Ogni programma può essere controllato per individuare problemi di sicurezza, così i problemi vengono spesso risolti rapidamente. Il Software Libero aiuta a proteggere la tua privacy, perché puoi essere sicuro che il programma che stai usando fa solo le cose che vuoi, e nulla di più. Un governo che esiste per proteggere la nostra libertà non dovrebbe chiederci di usare software non libero.
    • Standard Aperti: Le versioni del formato PDF che sono Standard Aperti possono essere implementate da tutti i lettori PDF. Se gli enti pubblici non aderiscono agli Standard Aperti quando generano i loro documenti, rendono difficile l'offerta del Software Libero e la competizione sul mercato da parte di diversi fornitori.

    Oggi, a 6 anni di distanza, vorrei verificare quale sia lo stato di adozione dei lettori PDF liberi nelle Pubbliche Amministrazioni Italiane regionali.

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    Librebootè un Software Libero che sostituisce il BIOS o UEFI; Libreboot carica il firmware che inizializza l’hardware a fa partire un caricatore (boot loader) del vostro sistema operativo.

    <figure> <figcaption>Logo di Libreboot</figcaption> Libreboot logo

    by Marcus Moeller - CC-0

    </figure>

    Il mio “viaggio in Libreboot” iniziò quando lessi l’articolo:

    The Free Software Foundation (FSF) today awarded Respects Your Freedom (RYF) certification to the Libreboot T400 laptop as sold by Minifree. The RYF certification mark means that the product meets the FSF's standards in regard to users' freedom, control over the product, and privacy.

    <footer>Joshua GayLibreboot T400 Laptop Now FSF-certified to Respect Your Freedom</footer>

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    Norma proposta dal Governo (informatica giuridica nel Codice Privacy):

    4-ler Le sentenze e le altre decisioni rese dall'autorità giudiziaria successivamente al 1° gennaio 2016 sono pubblicate sui siti Internet istituzionali delle autorità che le hanno emanate, su quelli di terzi e in qualsiasi forma, per finalità di informazione giuridica su riviste giuridiche, supporti elettronici o mediante reti di comunicazione elettronica, previa anonimizzazione dei dati personali in esse contenuti, fatti salvi quelli dei giudici e degli avvocati.

    Norma scritta meno coi piedi (tradotta in italiano giuridico da me):

    Le sentenze e le altre decisioni rese dall'autorità giudiziaria successivamente al 01/01/2016 e destinate alla pubblicazione secondo le norme di procedura, possono essere diffuse [in forma digitale] per finalità di informazione giuridica unicamente a seguito dell'anonimizzazione di tutti i dati personali. L'anonimizzazione non riguarda il nome e il cognome dei giudici e il nome, il cognome e l'indirizzo di studio [e il codice fiscale] degli avvocati che abbiano partecipato al giudizio.

    Se qualcuno nota la differenza, non è un candidato ideale per gli uffici legislativi del nostro Governo.

    Non sono solo le virgole messe dove capita, è proprio che non capiscono come una norma deve individuare il tipo di precetto che deve emettere, le condizioni, l'ambito di applicazione. Non scrivere a caso parole in libertà senza idea di quale ruolo esse abbiano nella norma stessa, che prevede sempre una fattispecie e un obbligo, una facoltà, qualcosa.

    Argomento: 
    Tipo di Entry: 

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    Questo è il secondo monitoraggio al seguito della campagna Free Software PDF Readers, lanciata dalla Free Software Foundation Europe (FSFE) nel 2009.

    Il primo monitoraggio è disponibile nel post “Adozione di lettori PDF liberi nelle Amministrazioni Pubbliche Regionali”.

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    Alcuni mesi fa mi sono iscritto alla Free Software Foundation Europe (FSFE) come traduttore (dall'inglese all'italiano).

    Siamo una comunità di persone dedite al Software Libero. Per favore unisciti a noi ed al nostro lavoro! Ci sono molti modi per farlo e troverai il modo che meglio si adatta ai tuoi interessi ed alle tue competenze.

    <footer>Partecipa alla FSFEfsfe.org/contribute/…</footer>

    I miei interessi e motivazioni per associarmi alla FSFE sono varie:

    • supportare il Software Libero;
    • migliorare il mio inglese e mantenerlo allenato, sia in generale, sia relativamente al gergo politico ed amministrativo in particolare. Un'altra occasione è offerta dalle mailing list della FSFE: capita di scrivere email ad altre persone che vivono nei vari paesi europei;
    • imparare Vim facendo pratica su “veri articoli”;
    • migliorare le mie competenze dattilografiche in modo sano.

    Recentemente mi è stato chiesto se fossi stato interessato ad avere i diritti di scrittura al repository dei sorgenti del sito web della FSFE… naturalmente ero interessato :-)

    Mi sono immediatamente reso conto che il repository ha più di 15 anni di storia!!! Perciò ho cominciato a pensare che sarebbe stato interessante visualizzare tale storia con Gource. In passato avevo già usato Gource per visualizzare la storia di Parancoe, un meta-framework Java sviluppato da alcuni ragazzi del Java User Group Padova (JUG PD), ma questa volta ero curioso di vedere come la storia di un sito web fosse diversa da quella di un framework.

    Così ho registrato un video di circa 10 minuti relativo all'attività di commit sul repository dei sorgenti del sito web della FSFE da febbraio 2001 a luglio 2016.

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    Il seguente monitoraggio mostra che, nell'ultimo semestre, dieci Regioni italiane hanno ridotto la pubblicità di lettori PDF proprietari sui loro siti web, e che una regione italiana ha aumentato il supporto ai lettori PDF Software Libero.

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    Il seguente monitoraggio mostra che, nell'ultimo semestre, nove Regioni italiane hanno ridotto la pubblicità di lettori PDF proprietari sui loro siti web, e che una regione italiana ha aumentato il supporto ai lettori PDF Software Libero.

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    Mi sembra assolutamente impossibile che una persona (o un gruppo di persone) come Satoshi Nakamoto che si è/si sono mantenute nascoste per anni non abbiano utilizzato i metodi di crittografia e di anonimizzazione che ci sono messi a disposizione. Quindi non credo a queste rivelazioni.

    Io sarei indifferente al fatto che Sathoshi Nakamoto sia uno pseudonimo per i servizi segreti russi o cinesi. Non credo comporterebbe qualcosa. Anzi! Sarebbe una buona volta che questi servizi segreti fanno qualcosa di buono.


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    Noi proviamoci e cerchiamo di attrarre utenti, poi vedremo. Potremo chiamarla italiani, ho bloccato il nome come pubblicazione.

    Poi vedremo la loro reazione.


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    Comandi inline? Un gioco da ragazzi.

    Ora che abbiamo visto come creare il guscio del nostro bot, come impostare i comandi e come personalizzare il guscio del nostro bot vediamo come impostare i comandi inline.

    I comandi inline sono quei comandi che possono essere richiamati dall’utente in qualsiasi momento senza neanche aver avviato il bot, direttamente dalla tastiera mentre invia un messaggio, in qualsiasi chat, gruppo o canale.

    <iframe frameborder="0" height="770" scrolling="no" src="https://cdn.embedly.com/widgets/media.html?src=https%3A%2F%2Fgiphy.com%2Fembed%2Fl1IBj7EUbOfLIpZde%2Ftwitter%2Fiframe&amp;url=https%3A%2F%2Fgiphy.com%2Fgifs%2Ftelegram-bots-inline-l1IBj7EUbOfLIpZde&amp;image=https%3A%2F%2Fmedia.giphy.com%2Fmedia%2Fl1IBj7EUbOfLIpZde%2Fgiphy-downsized-large.gif&amp;key=a19fcc184b9711e1b4764040d3dc5c07&amp;type=text%2Fhtml&amp;schema=giphy" width="435">https://medium.com/media/3f7b8cdd89781172dbdbf044158aa588/href</iframe>

    AltervistaBot supporta i bot inline. Per abilitare i nostri bot ad eseguire comandi inline dobbiamo prima di tutto farlo su @BotFather digitando /setinline.

    Poi, selezioniamo il nostro bot ed inviamo lo scopo dell’inline che viene visualizzato accanto al nome del nostro bot quando lo digitiamo (quello che nel video appare come Search Gif).

    Per una limitazione del framework, non si terrà conto di ciò che scrive gli utenti ma appariranno automaticamente dei risultati indipendentemente da ciò che si scrive.

    Appariranno quindi così:

    <figure></figure>

    Procediamo quindi a creare il nostro comando inline.

    Apriamo in modalità modifica il file inline.php dove vediamo già degli esempi preimpostati.

    array(
    'type' => 'article',
    'id' => 'kakfieokakfieofo',
    'title' => 'Invia messaggio...',
    'description' => "Premi qui 1",
    'message_text' => "Questo appare: testo 1",
    'parse_mode' => 'Markdown'
    ),

    Il type deve rimanere sempre article (non ne esistono altri)

    L’id è un testo casuale che identifica in modo univoco il comando inline e per questo più è casuale (lettere scritte a caso) meglio è.

    Il title è il titolo, la parte superiore e meglio evidenziata (che nell’immagine è “Invia messaggio”)

    La description è la descrizione del comando, che esce più piccola sotto il titolo. (Nell’immagine è “premi qui 1”)

    Il message_text è quello che viene inviato quando si clicca un comando inline. Come vediamo dalla breve gif qui sotto il messaggio risulta inviato dal nostro profilo e sopra viene indicato via @usernamedelbot

    <figure><figcaption>Breve gif che mostra l’invio di un messaggio inline</figcaption></figure>

    Il message_text può essere formattato in modo particolare, utilizzando il Markdown. La stringa parse_mode ci consente di indicare, infatti, il modo nel quale vogliamo formattare il message text. Possiamo scegliere tra Markdown (quello già indicato) o HTML . Trovate qui la guida su come formattare. Per esempio, per ottenere del testo in grassetto con il markdown ci basta metterlo tra due asterischi (*testo*) mentre per ottenerlo in corsivo lo dobbiamo mettere tra due underscores (_testo_). Per l’HTML, invece, dobbiamo utilizzare i comandi tipici dell’HTML. Al link che vi ho indicato prima trovate la guida ufficiale di Telegram su come formattare.

    Facendo un esempio concreto, se volessi creare un comando inline che ha per titolo “Ciao”, per descrizione “Clicca qui!” e per testo “Entra nel gruppo: telegram“ farei (inventandomi un ID casuale):

    array(
    'type' => 'article',
    'id' => 'daojdsasdjasdjads',
    'title' => 'Ciao',
    'description' => "Clicca qui!",
    'message_text' => "*Entra nel gruppo*: _telegram_",
    'parse_mode' => 'Markdown'
    ),

    Vi ricordo, prima di salutarci, di inserire il tutto prima della parentesi finale, appena sotto //altre righe eventuali (anche se avete cancellato le precedenti vi consiglio di lasciarlo per comodità).

    <figure><figcaption>Esattamente lì sotto, così come vi ho fatto vedere e come c’è scritto negli esempi</figcaption></figure>

    Se avete domande, non esitate a scrivermele nei commenti. Spero che questa ultima parte della guida vi sia piaciuta. Tra qualche giorno pubblicherò un ultimo articolo riepilogativo con i link a tutte le guide.

    NOTA: Abbiamo trattato ampiamente delle funzioni di questo framework (certo, potrà essermene sfuggita qualcuna) ma potrebbero sempre uscire a breve degli aggiornamenti che vadano a risolvere alcune problematiche e molto probabilmente questi aggiornamenti potrebbero modificare alcune delle procedure elencate in questa serie di guide. In questo caso, pubblicherei comunque un articolo che spiega la nuova procedura oppure aggiungerei alla guida stessa una nota.

    <iframe frameborder="0" height="400" scrolling="no" src="https://cdn.embedly.com/widgets/media.html?src=https%3A%2F%2Fupscri.be%2F833e1a%3Fas_embed%3Dtrue&amp;url=https%3A%2F%2Fupscri.be%2F833e1a%2F&amp;image=https%3A%2F%2Fe.enpose.co%2F%3Fkey%3DdRXnS9Gplk%26w%3D700%26h%3D425%26url%3Dhttps%253A%252F%252Fupscri.be%252F833e1a%252F%253Fenpose&amp;key=a19fcc184b9711e1b4764040d3dc5c07&amp;type=text%2Fhtml&amp;schema=upscri" width="800">https://medium.com/media/a6d0e1cf5cbd84cefe3b2b4c2416724b/href</iframe>

    Articolo pubblicato sotto licenza CC-BY-SA 4.0, tutto il codice elencato appartiene a Bruninoit e non è sotto licenza libera.


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    “La tecnologia potrebbe distruggere l’umanità”

    Ed i robot si aiutarono tra loro…

    Oggi vedremo qualcosa di davvero impressionante. La Boston Dynamics sviluppa robot per applicazioni militari e ci ha regalato questa splendida perla:

    <style>body[data-twttr-rendered="true"] {background-color: transparent;}.twitter-tweet {margin: auto !important;}</style><script charset="utf-8" src="https://platform.twitter.com/widgets.js"></script><script>function notifyResize(height) {height = height ? height : document.documentElement.offsetHeight; var resized = false; if (window.donkey && donkey.resize) {donkey.resize(height); resized = true;}if (parent && parent._resizeIframe) {var obj = {iframe: window.frameElement, height: height}; parent._resizeIframe(obj); resized = true;}if (window.location && window.location.hash === "#amp=1"&& window.parent && window.parent.postMessage) {window.parent.postMessage({sentinel: "amp", type: "embed-size", height: height}, "*");}if (window.webkit && window.webkit.messageHandlers && window.webkit.messageHandlers.resize) {window.webkit.messageHandlers.resize.postMessage(height); resized = true;}return resized;}twttr.events.bind('rendered', function (event) {notifyResize();}); twttr.events.bind('resize', function (event) {notifyResize();});</script><script>if (parent && parent._resizeIframe) {var maxWidth = parseInt(window.frameElement.getAttribute("width")); if ( 500 < maxWidth) {window.frameElement.setAttribute("width", "500");}}</script>

    Questo robot non solo ha imparato come aprire una porta, ma ha addirittura aiutato l’altro robot ad entrare attendendo sulla soglia e mantenendo aperta la porta, proprio come farebbe un essere umano quando vede qualcuno che sta per entrare. È una cosa di portata pazzesca e sicuramente proviamo tenerezza e stupore ma soprattutto paura.

    «La tecnologia potrebbe distruggere l’umanità»
    -Stephen Hawking

    Potrebbe sembrarci esagerato questo pensiero, ma i fatti ci dimostrano che lo sviluppo della tecnologia sta facendo passi da gigante. Naturalmente questi sistemi non sono ancora in grado di «distruggere l’umanità» perchè non sono assolutamente dotati di pensiero autonomo e quindi si evolvono in base alla loro programmazione e sempre restando fedeli a quella (giusto per semplificare il concetto) ma la domanda che ci dobbiamo porre è: dove vogliamo arrivare un domani?

    Vi lascio con un’interessante spunto di riflessione.

    Ma se Atlas Droid dovesse arrabbiarsi? Il nuovo robot della Boston Dynamics è "umano" da far paura - Corriere TV

    E se Atlas dovesse arrabbiarsi?

    Aggiornamento: più inquietanti di sempre…

    Ora sono capaci anche di riuscire ad ignorare un intervento fisico di un umano che tenta di ostacolarli o di romperli.

    <style>body[data-twttr-rendered="true"] {background-color: transparent;}.twitter-tweet {margin: auto !important;}</style><script charset="utf-8" src="https://platform.twitter.com/widgets.js"></script><script>function notifyResize(height) {height = height ? height : document.documentElement.offsetHeight; var resized = false; if (window.donkey && donkey.resize) {donkey.resize(height); resized = true;}if (parent && parent._resizeIframe) {var obj = {iframe: window.frameElement, height: height}; parent._resizeIframe(obj); resized = true;}if (window.location && window.location.hash === "#amp=1"&& window.parent && window.parent.postMessage) {window.parent.postMessage({sentinel: "amp", type: "embed-size", height: height}, "*");}if (window.webkit && window.webkit.messageHandlers && window.webkit.messageHandlers.resize) {window.webkit.messageHandlers.resize.postMessage(height); resized = true;}return resized;}twttr.events.bind('rendered', function (event) {notifyResize();}); twttr.events.bind('resize', function (event) {notifyResize();});</script><script>if (parent && parent._resizeIframe) {var maxWidth = parseInt(window.frameElement.getAttribute("width")); if ( 500 < maxWidth) {window.frameElement.setAttribute("width", "500");}}</script>

    Disclaimer: questo non vuole essere un articolo scientifico ma solo uno sunto di riflessione per tutti quanti


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    Siete pronti ad essere invasi di complimenti? 😃

    Avete sempre voluto ricevere messaggi tramite un bot che facesse anche altre cose? Eccovi accontentati

    <figure><figcaption>““We like you too :)” written on a white brick wall” by Adam Jang on Unsplash Questa è leggermente più inusuale perché parliamo sempre di feedback.</figcaption></figure>

    A sorpresa, una parte “bonus” di questa piccola-grande guida che ora diventa di 5 parti. Vedremo infatti una funzionalità molto richiesta ed utilizzata, quella di ricevere messaggi (“feedback”) dai propri utilizzatori e poter rispondere direttamente dal bot.

    In AltervistaBot questa funzionalità è già inclusa grazie al file feedback.php, che però non può inviare messaggi al nostro account fin quando non lo configuriamo per bene.

    Seguiamo questi semplici e piccoli passi.

    1º passo: trovare il proprio ID

    Prima di tutto, troviamo il nostro ID su Telegram che ci sarà molto utile nel passo successivo. L’ID infatti è un codice di identificazione univoco che viene assegnato ad ogni utente Telegram e rimane sempre uguale anche se cambia nome utente (ma non numero di telefono, attenzione!).

    Per sapere qual è il nostro ID ci basta usare uno dei tantissimi bot che assolvono questo scopo.

    Possiamo, per esempio, utilizzare @userinfobot. Apriamolo, avviamolo ed inviamogli un messaggio qualsiasi. Ci risponderà con un messaggio del genere.

    @username
    Id: 82247861
    First: Nome
    Last: Cognome
    Lang: it

    Copiamo il nostro ID e procediamo.

    2º passo: modifichiamo il file

    Apriamo quindi il file feedback.php nella cartella del nostro bot su altervista.org ed iniziamo a lavorare.

    <figure><figcaption>In questa schermata è il quinto file</figcaption></figure>

    Nell’editor troverete, all’inizio, una scritta del genere:

    $admin_list = array(
    $adminID, //questo lascialo
    14924659,
    );
    //aggiungi altri eventuali admin

    L’ID 14924659 è quello del secondo account del creatore di AltervistaBot e possiamo decidere anche di non lasciarlo per questioni di privacy.

    Se decidiamo di non lasciarlo possiamo “disattivarlo” mettendogli due barrette accanto:

    $admin_list = array(
    $adminID, //questo lascialo
    //14924659,
    );
    //aggiungi altri eventuali admin

    Sotto, possiamo aggiungere il nostro ID, quello che abbiamo copiato prima dal messaggio.

    Nel mio caso, per esempio, l’ID è 82247861. Lo copierò ed incollerò sotto quello disattivato e gli aggiungerò una virgola alla fine.

    $admin_list = array(
    $adminID, //questo lascialo
    //14924659,
    82247861
    );
    //aggiungi altri eventuali admin

    Verrà in questo modo:

    <figure></figure>

    Possiamo aggiungere ID di altre persone sotto con lo stesso metodo, per esempio se abbiamo dei co-amministratori del bot.

    3º passo: personalizzazione del testo del meccanismo

    Una volta che abbiamo configurato l’ID possiamo personalizzare il testo del “meccanismo” che regola la ricezione e l’invio dei messaggi.

    Se scorriamo più sotto, infatti, troviamo questo grande pezzo di codice che regola i messaggi che riceve l’utente e noi durante tutto il processo:

    if(strpos($msg, "/feedback")===0 and $chatID>0)
    {
    $e = explode("", $msg, 2);
    $text = $e[1];
    if($text)
    {
    foreach($admin_list as $ad)
    {
    sm($ad, "#Feedback
    <b>Utente:</b> $nome (@$username) [$userID]
    <b>Messaggio:</b> ".$text."
    <i>Per rispondere, rispondi a questo messaggio</i>");
    }
    sm($chatID, "Grazie per il Feedback.");
    }else{
    sm($chatID, "Per inviare un Feedback scrivi
    <code>/feedback testo da inviare</code>");
    }
    }
    if(strpos($replyText, "#Feedback")===0 and in_array($userID, $admin_list) and $msg)
    {
    preg_match_all("#\[(.*?)\]#", $replyText, $nomea);
    $replyToID = $nomea[1][0];
    sm($replyToID, "<b>Risposta al Feedback</b>
    ".$msg);
    sm($chatID, "Inviato.");
    }

    Non vi preoccupate, la sua configurazione non sarà complessa. Iniziamo a dividerlo in pezzi più piccoli.

    Personalizzazione del comando

    Questa parte, che (se abbiamo configurato un solo ID extra e nascosto quello già presente) si trova dalla riga 16 contiene la gestione del comando scatenante del messaggio.

    if(strpos($msg, "/feedback")===0 and $chatID>0)
    {
    $e = explode("", $msg, 2);
    $text = $e[1];

    Di base gli utenti possono mandare un messaggio scrivendo /feedback TESTO ma possiamo personalizzarlo impostando, al posto di feedback, ciò che vogliamo.

    Per esempio, se volessimo che gli utenti utilizzino il comando /messaggio TESTO possiamo impostare la stringa così:

    if(strpos($msg, "/messaggio")===0 and $chatID>0)
    {
    $e = explode("", $msg, 2);
    $text = $e[1];

    La parte che vedete in grassetto è quella da modificare ed è la sola per adesso: non modificate nient’altro!

    if(strpos($msg, "/COMANDODAPERSONALIZZARE")===0 and $chatID>0)
    {
    $e = explode("", $msg, 2);
    $text = $e[1];

    Personalizzazione dei testi

    if($text)
    {
    foreach($admin_list as $ad)
    {
    sm($ad, "#Feedback
    <b>Utente:</b> $nome (@$username) [$userID]
    <b>Messaggio:</b> ".$text."
    <i>Per rispondere, rispondi a questo messaggio</i>");
    }
    sm($chatID, "Grazie per il Feedback.");
    }else{
    sm($chatID, "Per inviare un Feedback scrivi
    <code>/feedback testo da inviare</code>
    ");
    }
    }

    I testi che sono in grassetto sono quelli che vediamo noi. Per evitare eventuali problemi possiamo anche non modificarli e lasciarli così. Se sei davvero intenzionato a modificarli e non vuoi demordere 😃 puoi procedere in sicurezza modificando solo le parti racchiuse tra <b> e </b> e <i> ed </i>.

    I testi in corsivo, invece, sono quelli che vede l’utente e possiamo personalizzarli a volontà ed inserire grassetti (racchiudendo il testo tra <b> e </b>), corsivi (racchiudendo il testo tra <i> ed </i>) e testi in “preformattato”, per intenderci simil-macchina da scrivere che si usa spesso per il codice (racchiudendo il testo tra <code> e </code>).

    <figure><figcaption>Quello in blu è il testo preformattato come viene visualizzato su Telegram Desktop per Mac</figcaption></figure>

    Grazie per il feedback. viene inviato ogni volta che l’utente invia correttamente il messaggio mentre Per inviare un feedback scrivi <code>/feedback testo da inviare</code viene visualizzato quando un utente scrive un comando per inviare i messaggi senza scrivere poi il testo del messaggio accanto. Il secondo va modificato se cambiamo il comando da /feedback a qualche altra cosa, come per esempio /messaggio, ed al suo interno include del testo preformattato (tra i tag <code>).

    Questo viene inviato all’utente e contiene il testo Risposta al feedback in grassetto e poi il contenuto del messaggio. Possiamo eliminare risposta al feedback facendo attenzione a rimuovere solo il testo <b>Risposta al feedback</b> oppure a sostituirlo senza rimuovere le virgolette, per non causare problemi

    sm($replyToID, "<b>Risposta al Feedback</b>
    ".$msg);

    Questo messaggio viene invece visualizzato una volta che noi abbiamo risposto al messaggio tramite la procedura semplicissima elencata più avanti.

    sm($chatID, "Inviato.");

    È una semplice conferma secca: “Inviato” che non serve neanche personalizzare.

    4º passo: rispondere ai messaggi

    Una volta che gli utenti vi avranno inviato un messaggio scrivendo /feedback TESTO DEL MESSAGGIO oppure /comandochevoiavetescelto TESTO DEL MESSAGGIO, potrete rispondere direttamente dal vostro bot.

    Se avrete configurato correttamente l’ID vi invierà un messaggio del genere direttamente in chat con voi.

    <figure></figure>

    Per rispondere vi basterà semplicemente rispondere al messaggio utilizzando la funzione risposta di Telegram (se siete da telefono, vi basterà tenere premuto il messaggio e cliccare rispondi, se siete da computer vi basterà fare click desto o equivalente e cliccare rispondi) e scrivere la risposta, che verrà immediatamente inviata.

    A video vedrete una conferma semplicissima: “Inviato!”.

    Questa vi confermerà che il messaggio è stato inviato correttamente e l’utente riceverà subito la risposta.

    <<<Parte precedente

    INDICE

    Questo era forse davvero l’ultima parte della mia guida, anche perché penso che non ci sia più niente da aggiungere. Farò un indice completo di tutte le parti che aggiungerò in calce ad ognuna per rendere più agevole la navigazione (oltre a dei tasti indietro ed avanti).

    Ci sentiamo presto con altri progetti e novità, non dimenticatevi di iscrivervi alla newsletter.

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    Pubblicato con la licenza CC-BY-SA 4.0, tutto il codice qui presente è di proprietà di BruninoIt


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    Hai mai sognato di farlo ma non avevi idea da dove iniziare?

    Le 5 parti della guida completa per creare un bot Telegram in pochi semplici passi

    <figure><figcaption>“Close-up of lines of code on a computer screen” by Ilya Pavlov on Unsplash</figcaption></figure>

    Oggi la tecnologia ci offre infinite possibilità, tra cui quella di creare un proprio risponditore automatico su diverse applicazioni di messaggistica. In questa “serie di guide” vedremo come creare un nostro “risponditore automatico” su Telegram, che viene detto in termini tecnici “bot”.

    Esistono diverse soluzioni per creare un bot Telegram: ManyBot, Chatfuel e via dicendo sono delle soluzioni automatizzate che ti consentono di creare il tuo bot anche in modo abbastanza macchinoso ma che comunque riporteranno sempre il loro marchio sulla tua creazione e non saranno mai completamente sfruttabili al 100%.

    Utilizzare un framework già preparato ti consente di ridurre di molto il tempo di programmazione, personalizzarlo al massimo e, perché no, avviarti nel mondo della programmazione.

    E quindi senza aspettare altro tempo cominciamo a vedere le varie parti che compongono la guida:

    Che aspettate allora? Andate subito a creare il vostro bot, iniziando dalla prima parte

    Parte successiva >>>

    Buon Bot a tutti!

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    Ciao, dovrebbe apparire una piccola scritta «modifica» accanto al nome del file, altrimenti prova a cliccare sopra il nome del file e dovrebbero apparire tutte le scritte


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    Cookie, ADS a comparsa, canali TV che ti profilano: dove stiamo andando a finire?

    Storie di canali televisivi che installano dei cookie sulle nostre televisioni smart, manco fossero dei siti web

    Avranno pensato che visto che abbiamo una TV connessa ad internet sarebbe stato un peccato non sfruttare l’occasione. Ed ecco che andando a visitare il canale numero 9 del digitale terrestre mi appare questo avviso:

    <figure></figure>

    Mi è sembrata un’applicazione molto interessante della famigerata cookie law europea (in vigore dal 2014) ed ho deciso quindi di andare a dare una controllatina. Mi appare quindi la lista dei canali che fanno uso del servizio dell’azienda SmartClip, che consente agli inserzionisti di profilarci molto meglio come se il canale televisivo fosse una sorta di pagina web.

    <figure></figure><figure></figure><figure><figcaption>Eccoli qui, direttamente dalla privacy policy</figcaption></figure>

    La stessa azienda offre anche la possibilità di inserire annunci a “comparsa” che si possono anche espandere (come dei normali ads online).

    Adesso ci dobbiamo preoccupare anche di chi ci profila tramite la TV e non solo di chi lo fa normalmente (che mi sembra già abbastanza)?


    Buoni quei biscotti sulla televisione was originally published in Il MedItaliano on Medium, where people are continuing the conversation by highlighting and responding to this story.


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    Il problema è che in internet non si trova nessuna traccia di ciò ed uno non si aspetta di essere profilato della TV! (Bisogna cercare di informare)


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    Purtroppo il Database del bot non può essere impostato (almeno sino ad ora) manualmente. Provo però a vedere un po’ qual è la procedura manuale non-standard e cerco di pubblicare una parte bonus.


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    Microsoft ci ha tolto la possibilità di effettuare diverse modifiche a ciò che ci fornisce già bello e pronto, ma è davvero giusto nei confronti degli utenti?

    Windows 10, l’ultimo sistema operativo di casa Microsoft, è in continuo aggiornamento. Vengono aggiunte molte nuove funzionalità, sia utili che meno utili. Ci sono parecchie applicazioni e programmi identificabili come esclusive di questo nuovo sistema, come per esempio “Cortana”, “OneDrive”, “Xbox”, “Edge”, lo “Store”(anche se già presente da Windows 8) ed altre applicazioni del genere che sono state aggiunte nel tempo.

    Qualcuno ci ha mai chiesto l’autorizzazione per installare queste applicazioni?

    La risposta che mi darete è certamente no e pare anche che non sia dovuto farlo. Il problema fondamentale é: Microsoft ci dà la possibilità di rimuoverle?

    Chiariamoci, non sto chiedendo che Microsoft ci dia la possibilità di cancellare l’esplora risorse, ma ci sono alcune applicazioni di funzionalità quantomeno dubbia di cui si potrebbe benissimo fare a meno, ma che non possiamo disinstallare.

    Un esempio pratico? Da Cortana sino ad Edge (escludiamo lo Store giusto per, anche se non lo usa quasi nessuno). Non sono funzionalità essenziali per il buon funzionamento del dispositivo, né sappiamo solo cosa nel segreto facciano ed operino sui nostri computer (ricordiamo che stiamo usando quelle applicazioni “a fiducia”). Sappiamo solo che sono presenti. E, a dispetto di quanto possa sembrare, è una cosa non grave, di più. Perché sono cose che ci vengono calate dall’alto, anche servizi commerciali (ricordiamo Xbox e OneDrive), che non si possono rimuovere.

    O meglio, magari si possono rimuovere. Anzi, si possono per certo rimuovere, ma con procedure lunghe, estenuanti e sopratutto non è lampante il sistema di rimozione. Perché comunque i file, i processi ed i servizi sono protetti (come nel caso di Cortana) oppure non si trovano neanche guide complete (mi è successo con OneDrive su 8.1).

    Perché il Software Libero è l’unica alternativa a questa fine

    Il Software Libero è l’unica alternativa a questo abominio che ci stiamo lasciando imporre dalla società di Seattle. Su una distribuzione Linux posso modificare anche l’interfaccia grafica buttando giù 4 comandi di terminale o posso cancellare qualsiasi programma preinstallato solo con il terminale (non serve andare nel registro di sistema e trovare una chiave dal nome strano, modificarne i permessi, aprire l’editor di policy ecc. ecc. ecc.).

    Il Software Libero in quanto libero, inoltre, ci consente di scavare nel profondo della sua anima e carpirne ogni oscuro segreto senza problemi. Non ci sono programmi che agiscono nel silenzio e nel profondo.

    Ora, lascio a voi le dovute conclusioni.


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    Wikipedia, l’enciclopedia libera, si è auto-oscurata nella sua edizione italiana per protestare contro la riforma del copyright nel mercato unico digitale europeo

    Il 5 luglio 2018 il Parlamento europeo in seduta plenaria deciderà se accelerare l’approvazione della direttiva sul copyright. Tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet.
    Anziché aggiornare le leggi sul diritto d’autore in Europa per promuovere la partecipazione di tutti alla società dell’informazione, essa minaccia la libertà online e crea ostacoli all’accesso alla Rete imponendo nuove barriere, filtri e restrizioni. Se la proposta fosse approvata, potrebbe essere impossibile condividere un articolo di giornale sui social network o trovarlo su un motore di ricerca. Wikipedia stessa rischierebbe di chiudere.
    La proposta ha già incontrato la ferma disapprovazione di oltre 70 studiosi informatici, tra i quali il creatore del web Tim Berners-Lee (qui), 169 accademici (qui), 145 organizzazioni operanti nei campi dei diritti umani, libertà di stampa, ricerca scientifica e industria informatica (qui) e di Wikimedia Foundation (qui).
    Per questi motivi, la comunità italiana di Wikipedia ha deciso di oscurare tutte le pagine dell’enciclopedia. Vogliamo poter continuare a offrire un’enciclopedia libera, aperta, collaborativa e con contenuti verificabili. Chiediamo perciò a tutti i deputati del Parlamento europeo di respingere l’attuale testo della direttiva e di riaprire la discussione vagliando le tante proposte delle associazioni Wikimedia, a partire dall’abolizione degli artt. 11 e 13, nonché l’estensione della libertà di panorama a tutta l’UE e la protezione del pubblico dominio.
    https://meta.wikimedia.org/wiki/SaveYourInternet
    La comunità italiana di Wikipedia

    Questo è il testo integrale del comunicato, unica pagina visibile su Wikipedia in lingua italiana. Questo perché tutto ciò che è scritto nel comunicato è vero e la nuova riforma è distruttiva. Quindi, che aspettate ad agire?

    Approfondite sull’apposita pagina informativa e poi contattate il vostro rappresentante all’europarlamento, su forza!

    <figure></figure><figure></figure>

    Fate sentire il vostro dissenso contro una riforma del copyright che crea enormi danni.


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